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I Magredi: i campi magri

Vivere il territorio > Storia e Ambiente

I magredi, i prati magri, interessano prevalentemente il territorio dei Comuni di Cordenons e San Quirino; magredi perché costituiti da una copertura di erbe selvatiche e arbusti con poche esigenze idriche adattate a vivere su un suolo estremamente permeabile ed arido.
Ad un primo approccio appare come una distesa piatta e monotona, in realtà la superficie è segnata da numerosi avvallamenti, resti di vecchie diramazioni del Cellina. La prima cosa a colpire nei magredi è la vastità del territorio, la visibilità può superare i 100 km.
Il complesso floristico è ricco e variato, è stato calcolato che sono 100 mq di superficie dove vivono oltre 70 specie floreali , molte di origine alpina,  portate dal Cellina nei tempi antichi e ci sono, addirittura, specie proprie di questi luoghi come la Brassica Glabrescens, rara crocifera del Friuli Occidentale, e la Crambe Tataria, pianta endemica dell’areale pannonico che in Italia vive solo nei magredi del Cellina e Meduna.
La Fauna comprende numerose specie: tra i mammiferi, sono comuni le lepri, le volpi e le arvicole e inoltre ci sono molte specie di uccelli tra i quali l’occhione, il corriere piccolo, l’allodola, la gazza, la pavoncella e la cornacchia. Scendono dai monti per cacciare nel Magredi il biancone, il falco pellegrino e l’aquila reale.

Paesaggio sassoso caratteristico di alcune aree dei Magredi


Altro ambiente tipico della zona, con aspetti antitetici dei magredi sono le risorgive ovvero acque meteoriche dell’alta pianura che, percolate in profondità, incontrano crescente difficoltà a defluire attraverso un sottosuolo sempre meno permeabile e quindi alzano il loro livello e sgorgano in superficie.
La fuoriuscita dell’acqua avviene nelle depressioni naturali del terreno sia per semplice sfioramento del sottosuolo sia in pressione delle caratteristiche “olle”. Le olle più singolari sono quelle sabbiose che presentano un particolare effetto sul fondo, continuamente smosso dal flusso idrico con un movimento simile all’ebollizione.
Suggestivo è il paesaggio nel periodo invernale, quando il vapore si alza dagli specchi d’acqua, solidifica e ricade in una meteora, la galaverna, aghi di ghiaccio aggregati in fiocchi e fili che disegnano irreali figure sulla vegetazione anche a parecchi metri d’altezza del suolo.
La distribuzione dalla flora risente delle mutevoli condizioni di umidità del suolo dipendenti a loro volta dall’andamento stagionale degli apporti metereologici sull’alta pianura.
La fauna acquatica si è notevolmente ridotta negli ultimi anni, per quanto riguarda gli uccelli si trovano sia specie nidificanti sia  quelli di passo. Vivono in queste zone i mammiferi di piccola taglia come la donnola, la faina, la talpa, il riccio e scoiattoli.
Rispetto a qualche decennio fa le aree magredili e di risorgenza hanno subito una sensibile contrazione in conseguenza dello sviluppo delle attività umane e della nascita in questi luoghi di nuove entità agricole ed industriali.
Rimangono tuttavia dei veri e propri paradisi appena fuori dalle città per tutti gli appassionati di natura, animali e fotografia, un ambiente unico e quasi selvaggio ai confini della realtà urbana.



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