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Le sorgenti del Gorgazzo

Vivere il territorio > Storia e Ambiente


“Prendete il colore dello smeraldo, quello dei turchesi, quello dei berini, gettatelo in un bagno di lapislazzuli, in modo che tutto si fonda e ad un tempo conservi l’originalità sua propria, ed avrete la tinta di quella porzione di cielo liquido che chiamano Gorgazzo”. (Giovanni Marinelli, geografo, 1877)

Il torrente Gorgazzo è un affluente del Livenza, la cui sorgente presenta interessanti caratteri geologici: si tratta di una sorgente carsica di “trabocco” (o a sifone), alimentata dalle piogge e dalla neve caduta in montagna e soggetta quindi a piene e magre altalenanti.
Il suo condotto è costituito da una stretta grotta verticale che si insinua nel massiccio calcareo del Consiglio - Cavallo, esplorata dai sommozzatori fino a 131 metri di profondità (raggiunti nel 1991, sancendo il record mondiale di speleologia subacquea).
Le prime immersioni di cui si hanno notizie risalgono alla seconda metà degli anni '60 e sono state effettuate dall'Associazione XXX Ottobre di Trieste, dal Gruppo Pordenonese Sommozzatori e dai sub della base USAF di Aviano. Nel 1968 il Centro Italiano Soccorso Grotte di Udine raggiunse quota -80 metri. Alla fine del 1972 un numeroso gruppo di subacquei appartenenti al Centro Italiano Soccorso Grotte ed al Circolo sommozzatori Proteus, entrambi di Treviso, iniziò in modo sistematico una serie di studi e rilievi. Le esplorazioni si conclusero nell'agosto del 1974 quando la squadra di punta, costituita da R. Carbonere e A. Fileccia, raggiunse la quota di -90 metri. I dati raccolti costituiscono tuttora un valido contributo allo sviluppo della speleologia subacquea ed alla conoscenza della sorgente del Gorgazzo, nonchè dell'ambiente in cui é inserita. Più recentemente sono stati effettuati dei rilievi da J. J. Bolanz, responsabile del Soccorso Speleo-sub Svizzero.
Attualmente è stato fatto divieto di immersione, anche a seguito di numerose immersioni fallite tragicamente.
La morfologia della cavità sotterranea, infatti, non agevola certo l’esplorazione: dopo un primo tratto discretamente ampio, infatti, il pozzo scende verticalmente restringendosi fino a consentire a fatica il passaggio di una persona.
Attorno alla suggestiva sorgente, scelta come soggetto di alcune tele anche dal pittore Luigi Nono, si è sviluppato un borgo architettonicamente interessante, dove l’uso dei materiali tipici locali – sassi e legno - unito ai più tradizionali schemi di architettura rurale del luogo, ha creato splendidi scorci paesaggistici, tra ballatoi in legno, scale esterne, contrasti di colore tra il legno e la pietra incastonati tra la collina e l’acqua.


Sezione della cavità sotterranea della sorgente


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