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Prata - Porcia - Fiume Veneto

Vivere il territorio > Una Provincia in bici

Prata
Arte religiosa e storia nel centro cittadino di Prata
Partenza dalla Piazza Wanda Meyer, alla rotonda a sinistra per via Martiri della Libertà, dopo circa 500 m a destra si trovano le scuole medie ed elementari, dopo altri 100 m all’incrocio svoltare a sinistra per via S. Giovanni, dritti per 400 m, a sinistra si giunge alla chiesa di S. Giovanni dei Cavalieri, con annesso giardino botanico. La chiesa fu fondata nel XIII sec. dai Cavalieri di Gerusalemme (al suo interno si possono osservare preziose testimonianze della scultura gotica in Friuli; il 24 maggio 1409 ospitò Papa Gregorio XII che celebrò un Pontificale). Uscire dal parcheggio e girare a destra, ripercorrere via S. Giovanni per circa 400 m e prima dell’incrocio svoltare a destra per via Gere. Allo stop voltare a sinistra per via Borgo Passo, da percorrere fino all’incrocio con via Roma (circa 900 m), allo stop svoltare a destra in via Roma e percorrere per circa 400 m per arrivare a Prata di Sopra. Dopo circa 300 m sulla sinistra si intravede l’ex filanda, primo opificio dove le donne di Prata si trasformarono da contadine in operaie. Con la fine dell’allevamento del baco da seta e la conseguente chiusura dell’attività, l’edificio venne messo in disuso e lo è a tutt’oggi. Di fronte si trova Villa Brunetta, circondata da un lussureggiante giardino. Dopo altri 300 m si prende via S. Simone, si percorre per circa 150 m e sulla sinistra si trova il parcheggio con adiacente un Capitello, dove si può ammirare uno dei più belli fra gli affreschi rinascimentali presenti in Friuli: “la Madonna col Bambino” di Gianfrancesco da Tolmezzo (1500 circa). A pochi metri di distanza si trova la Chiesa dei Santi Simone e Giuda posta in una piccola collinetta raggiungibile tramite una stradina di ghiaia. A fare da contorno un parco con corso d’acqua, dove ci si può riposare ammirando la florida vegetazione. All’interno della Chiesa, ricordata nel testamento di Guecello II di Prata nel 1262, conservati nell’abside, si possono osservare vari affreschi del pittore Pietro Gorizio e databili al 1498. Uscire dal parcheggio e ripercorrere via S. Simone e via Roma per circa km 1,6 fino a raggiungere il municipio (Villa Morosini Memmo – in stile veneziano, ricostruita nel XVI secolo dalla famiglia veneziana dei Morosini) e la Chiesa dedicata alla patrona S. Lucia, restaurata nel lontano 1857, si possono ammirare nell’Altare Maggiore in stile barocco, due statue dello scultore veneziano B. Modolo e, proveniente dalla Cappella dei Vanni di Santa Maria dei Battuti, una pala dell’Amigoni, l’artista più richiesto dalle corti dei nobili dell’Italia del ‘700.

Porcia
Risorgive, rii e bellezze architettoniche del centro storico di Porcia
Il punto di partenza è Villa Correr Dolfin, in via Correr, costruita nel 1650, ha forma quadrata e ai lati due barchesse, il parco nobile la circonda e a sinistra si apre il brolo con i due laghetti. Uscendo dal parco si prende a destra, si prosegue diritti e dopo 700 m, al semaforo a sinistra il Parco della Colombera, subito dopo si arriva in prossimità delle risorgive e sulla destra la sorgente di Rio Buion, immersa in un’area ricca di vegetazione, abitata da cigni, germani reali e gallinelle d’acqua. Di fronte imperioso il Castello dei Conti Porcia costruito nel XI secolo con un’imponente torre, è stato completato successivamente con il palazzo Novo del Vescovo nel 1610 ed assume le forme di un palazzo veneziano con la facciata rivolta verso la piazza a rappresentazione di una casata che ha assoluto lustro e fama nella Repubblica Veneziana. Girando a sinistra, in via dei Cipressi si giunge al Duomo di San Giorgio Martire (anno 1000). Proseguendo a destra invece si prende via Rivierasca e poi via Marconi. Girare a sinistra in via Vietti, si attraversa una zona residenziale con villette circondate da rigogliosi giardini. Dopo 700 m si gira a destra sempre dritti in via San Rocco, via Pieve. Si continua in via Pieve fino a raggiungere la zona industriale di Porcia. Dopo 1,5 km circa si passa a fianco alla pieve di San Virgilio in località Pieve, è la Pieve più antica di Porcia, costruita su un altura, all’interno di una cortina muraria. Si ripercorre Via Pieve a ritroso per 500 m per prendere a destra via Baros in direzione Palse, attraversando un’area agricola coltivata a mais, soia e foraggio. Dopo 700 m, all’incrocio si gira a destra in via Molinata e si raggiunge Rio Sentiron. Si prende a destra via Amar che porta in una stradina bianca e dopo 700 m a sinistra via Sentiron. Si gira a destra per 600 m per raggiungere il ponte sul Sentiron, area naturalistica ricca di libellule, ma anche luogo dei combattimenti della Battaglia Napoleonica. Ora si fa il percorso a ritroso: si prosegue dritti e dopo 600 m, allo stop, si gira a sinistra in via Brunis. Dopo un chilometro circa, alla rotonda si prosegue dritti in via Colombo per giungere dopo 1,4 km al centro della frazione di Palse, passando davanti alla chiesa di San Martino. Si prosegue in via Colombo e poi dritti in direzione Porcia, percorrendo l’ampia pista ciclabile. Si prosegue in via Santa Ruffina e poi via del Platano. Sulla destra il campo dove ha avuto luogo la battaglia tra le truppe austriache e francesi (1809). Dopo km 1,5 si passa davanti al municipio di Porcia; ancora 300 m in via dei Pellegrini e si giunge nel centro storico, con di fronte il Palazzo del Feudo: costruzione della metà del 500 con facciata ornata da statue di stucco rappresentanti dei pagani, Venere, Nettuno, Giove Igea, Cerbero. Si gira a sinistra in via Marconi, a sinistra la Chiesa di S. Maria, Loggia del Municipio risalente al XVI secolo, in cui si teneva giustizia sia civile che criminale; continuando si incontra a sinistra il seicentesco Palazzo Gherardini e si passa sotto la Torre dell’orologio, un tempo Porta di Sopra che serviva a difendere il paese: la costruzione è massiccia con al culmine delle merlature; in passato, subito dopo, si trovava il ponte levatoio per superare il fossato difensivo. Si prosegue girando a destra e ci si immette nuovamente in via Rivierasca per tornare a Villa Dolfin.

Fiume Veneto
Arte e ambiente lungo i corsi d’acqua (circa 20 Km)
L'itinerario parte dal piazzale delle scuole medie di Fiume Veneto. S’inizia percorrendo la pista ciclabile in direzione Nord su Viale della Repubblica e dopo circa 500 m si nota sulla sinistra la casa natia di Elia Antonio Liut (1894–1952), valoroso pioniere dell’aeronautica, fu il primo trasvolatore delle Ande e la sua impresa lo rese così celebre che diventò eroe nazionale dell’Ecuador. Continuando ci s’immette poi in Via Piandipan e dopo circa 1 km prendendo la prima a destra si entra nell'antico borgo di Fiume Piccolo dove si può ammirare la suggestiva chiesetta del sec XVII intitolata alla Beata Vergine Addolorata. Qui s'incontra anche il fiume Fiume, che trae le sue origini dall'unione di diverse piccole risorgive nei pressi di San Lorenzo in Comune d’Arzene; lo si può ammirare nella sua bellezza costeggiandolo grazie al percorso sterrato creato appositamente. Terminata tale passeggiata del parco fluviale si arriva in prossimità del ponte sul fiume che divide il paese e di fronte si può notare l’area del vecchio cotonificio realizzato nel 1875 da Amman e Wepfer, rimasto attivo fino al 1999 (interessante contributo dell'archeologia industriale). Proseguendo a sinistra lungo Viale Marconi dopo circa 100 m sulla sinistra sorge l'ottocentesca chiesa di San Nicolò Vescovo con il suo maestoso sagrato. Scendendo lungo Via Trieste e girando a destra dopo circa 600 m ci s'immette in Via Tavella e percorrendola per circa 1 km si giunge alla chiesetta di Santa Maria in Tavella del XII secolo.
Proseguendo per Via Tavella dal lato opposto da cui si è giunti ci s’immette in Via Fratte e oltrepassando lo stop si entra prima in Via San Daniele e subito si gira a sinistra immettendosi in Via Ermacora percorrendola tutta. Allo stop girando prima a sinistra e poi alla rotonda prendendo la prima a destra si entra in Via San Francesco dove si può notare Villa Ricchieri (Villa Bice), edificio privato del XVIII secolo, ora adibito a scuola materna. Proseguendo su Via San Francesco per circa 700 mt, sulla sinistra si nota la chiesetta di San Francesco.
Riprendendo per circa 200 m l’omonima via in direzione est e girando all’incrocio a sinistra si entra in Via Sacconi (strada chiusa) che presenta un interessante fenomeno caratteristico della zona delle risorgive: i cosiddetti "laghetti". Si narra che un tempo ai piedi della risorgiva erano posti a dimora in cerchio pali di legno poco pregiato a protezione dei bambini; col favore dell'acqua, i pali non hanno faticato ad attecchire fino a diventare alberelli. Capita dunque oggi che in taluni casi sia scomparsa la risorgiva, colmata in vario modo, ma siano rimasti gli alberi stranamente cresciuti a cerchio, a testimoniare l'antica presenza di una fonte d'acqua. Tornando indietro fino al precedente incrocio e attraversandolo si entra in Via Verdi e dopo circa 200 m girando a sinistra si percorre tutta Via Viata, si passa in Via Toti e dopo circa 2 km complessivi si giunge a Pescincanna dove sorge la Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo del 1200.
Proseguendo per Via Battini (circa 1 km) e Via Pancera (circa 2 km) si arriva a Marzinis, località che racchiude lungo il corso del fiume Sile gli aspetti ancora incontaminati della natura, quali boschi, terreni molli e paludosi e zone in gran parte coltivate.
Qui non può mancare la visita alla caratteristica chiesetta di San Girolamo che ospita affreschi del XVI secolo attribuiti a G. A. Pordenone. Scendendo per Via Risorgimento (circa 1 km), girando a destra per Via San Vito si entra a destra in Via Maglio (strada chiusa) dove si trova un antico opificio idraulico: il battiferro, la segheria e l'antico mulino che testimoniano una primordiale forma d’attività industriale a Bannia. Uscendo da Via Maglio, girando a destra, poi a sinistra su Via Marconi e ancora a sinistra per Via Molino s'incontra un altro vecchio mulino ora trasformato in un suggestivo albergo-ristorante. Percorrendo tutta Via Molino (circa 700 m) si giunge ad un incrocio e attraversandolo ci s’immette in Via Madonna della Neve dove a circa metà via s’incontra l’omonima chiesetta votiva. Al termine di Via Madonna della Neve si giunge ad un incrocio e di fronte si entra in Via Palazzine di Sopra dove sono stati rinvenuti i primi reperti archeologici risalenti all'età del bronzo e all'epoca romana.
Continuando per Via Palazzine di Sopra e girando a destra in Via Trieste, dopo circa 1,5 km si arriva in centro al paese di Fiume Veneto.

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